Chiusa la falla, del petrolio riversato nel golfo del Messico non se ne parla più. Ma è proprio quando non si vedono più spiagge e pellicani imbrattati di petrolio che ci possono essere i veri problemi per chi si alimenta con quanto il mare è in grado di offrire: pesci, gamberetti, ostriche, mitili. Il 19 agosto negli USA c'è stata una riunione governativa per stabilire
Quanto ci costa l'insalata sigillata nella plastica
Repubblica — 31 luglio 2010 di CARLO PETRINI
QUANDO gli italiani sentono la crisi, i dati statistici puntualmente ci dicono che il primo consumo a essere tagliato è il cibo: meno 3% di verdure, meno 1,5% d'olio, meno 10% di carne. Si sprecano cifre in negativo. Di primo acchito, accogliamo la notizia con preoccupazione e tristezza, ma il dato grossolano va esaminato in profondità, e criticamente. Bisognerebbe cioè chiedersi "come" sono abituati a spendere per il cibo gli italiani, e non soltanto "quanto". Esistono diversi modi di vivere bene, anche in tempi di crisi - molto al di sopra di una banale e sciapa esistenza da "consumatori" - risparmiando pure qualche soldo. È pur vero che, nonostante i prezzi dei prodotti agricoli italiani siano al livello più basso di sempre, riducendo i contadini a lavorare quasi tutti in perdita, al dettaglio i prezzi sembrano non scendere mai. È un po' come la benzina: sale quando sale il barile di petrolio, ma poi quando la materia prima costa meno, non ci sono ribassi. C'è di sicuro la necessità di prezzi più equi per tutti, ma