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La Filosofia della decrescita
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L'emozione della musica
Inserito il 13 maggio 2014 alle 18:38:00 da sauro. IT - La Filosofia della decrescita


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L'alternativa
Inserito il 10 dicembre 2011 alle 18:28:00 da sauro. IT - La Filosofia della decrescita

Una lezione per le banche

Mentre un brivido freddo scorre sulla schiena al pensiero del break up dell’euro o del credit crunch dell’intero sistema dei pagamenti, il pensiero non può non andare ai responsabili di questa situazione e a una naturale richiesta di giustizia e di sanzione, almeno civile e morale! E’ vero: il sistema bancario non può saltare perchè salterebbe l’intera economia, ma ci deve essere un modo per lanciare un segnale inequivocabile di protesta che non sia solo lanciare uova o usare le vernici!

A chi si lamentava dell’impotenza dei consumatori nei confronti dei rialzi generalizzati dei carburanti, Beppe Grillo, se non ricordo male, proponeva anni fa di concentrare su uno solo degli operatori i propri rifornimenti, fino a costringere i concorrenti a diminuire i prezzi. La strategia era ineccepibile perché fondata sul meccanismo della domanda e dell’offerta che regola i mercati e comportava, al massimo, il sacrificio di non rifornirsi dal proprio benzinaio abituale. I social network che altrove scatenano ben altre rivoluzioni, ben potrebbero fungere da mezzo di collegamento e di coinvolgimento in azioni di questo genere.

Sarebbe allora possibile dare una bella lezione alle banche? Tra i vari istituti di credito con cui ho rapporti, ve n’è uno effettivamente diverso: non fornisce assegni perché sono lo strumento tipico di abusi quali lo strozzinaggio, non ha partecipato allo scudo fiscale ritenendolo ingiusto, non ha campato di derivati e quindi non ne ha subito i contraccolpi nel 2008, così come oggi non ha problemi con il portafoglio titoli di proprietà perchè i soldi raccolti li ha sempre usati non per lucrare sui titoli di Stato divenuti poi “tossici”, ma per prestare denaro a chi lo meritava, non solo sotto lo stretto merito creditizio, ma anche per il valore civile ed etico di ciò che con i soldi prestati si intendeva fare.

Parlo ovviamente di Banca Etica, di cui sono anche socio. Sono perfettamente consapevole del fatto che non sempre la sua operatività è sostituibile a quella offerta da altre imprese bancarie, ma se crediamo nella necessità di cambiare paradigma e che la funzione creditizia sia insostituibile, dobbiamo sostenere chi opera in questo senso per costringere anche gli altri a farlo con un messaggio economico inequivocabile, come i dati di raccolta o l’incremento dell’azionariato.

Banca Etica ha uno slogan particolarmente felice e attuale: l’interesse più alto è quello di tutti. Suggerirei loro di potenziare notevolmente l’operatività online in controtendenza rispetto ai concorrenti che si sono sovraccaricati di costose reti di sportelli che finanziamo con il continuo aumento di commissioni e di spread degli interessi.

Il Fatto Quotidiano 02.12.2011

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La fine della crisi o la fine delle risorse?
Inserito il 26 agosto 2011 alle 19:29:00 da sauro. IT - La Filosofia della decrescita

La crisi e le risorse "finite"



La crisi economica di oggi ha 2 aspetti: I) è una crisi finanziaria; II) è una crisi ambientale. La prima verrà, prima o poi, superata. Ci si è indebitati (imprese, famiglie e banche, perfino Stati) troppo. Troppo per una crescita che non c'è stata e non ci sarà più. E questo ci porta al punto II. Non ci sarà perché

Commenti : 0 | Letto : 2530 | leggi tutto -> (289 parole)
Chi conosce questa storia?
Inserito il 13 luglio 2011 alle 22:38:00 da sauro. IT - La Filosofia della decrescita

Islanda, quando il popolo sconfigge l'economia globale

L'hanno definita una 'rivoluzione silenziosa' quella che ha portato l'Islanda alla riappropriazione dei propri diritti. Sconfitti gli interessi economici di Inghilterra ed Olanda e le pressioni dell'intero sistema finanziario internazionale, gli islandesi hanno nazionalizzato le banche e avviato un processo di democrazia diretta e partecipata che ha portato a stilare una nuova Costituzione.

di Andrea Degl'Innocenti - 13 Luglio 2011

Una rivoluzione silenziosa è quella che ha portato gli islandesi a ribellarsi ai meccanismi della finanza globale e a redigere un'altra costituzione

Oggi vogliamo raccontarvi una storia, il perché lo si capirà dopo. Di quelle storie che nessuno racconta a gran voce, che vengono piuttosto sussurrate di bocca in orecchio, al massimo narrate davanti ad una tavola imbandita o inviate per e-mail ai propri amici. È la storia di una delle nazioni più ricche al mondo, che ha affrontato la crisi peggiore mai piombata addosso ad un paese industrializzato e ne è uscita nel migliore dei modi.


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Buoni propositi per il 2011
Inserito il 02 gennaio 2011 alle 18:03:00 da sauro. IT - La Filosofia della decrescita

Un regalo al Mondo e a te stessa /te stesso


di Bruno De Domenico /Antar Chirag

Quest’anno fai un regalo al mondo, e a te stesso.
Lavora di meno, produci di meno, consuma di meno, compra di meno, e produci anche meno immondizia.
Quest’anno stai più con chi ami, stai più nella natura, mangia meglio, dormi meglio, riposati quando ne hai bisogno, gioca coi tuoi figli, coi tuoi amici, nipoti, coi tuoi genitori, col tuo gatto, col tuo cane.

Guida di meno, e vai più in bicicletta, o a piedi, o coi mezzi: non ti avvelenerai negli ingorghi e nella ricerca di un parcheggio, non spenderai tutti i tuoi soldi in multe e magari incontrerai in giro chi non ti aspetti.

Stai più attento a quello che

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Svuotati di senso. Riempiti di merce
Inserito il 15 settembre 2010 alle 17:08:00 da sauro. IT - La Filosofia della decrescita

Svuotati di senso. Riempiti di merce

di Valerio Lo Monaco

Dimenticata la tradizione - la storia, il passato - e i valori che porta con sé, distrutto a colpi di materiale tutto quanto di spirituale vi poteva essere nella vita dell’uomo, non è rimasto che la possibilità di vivere l’immediato, senza curarsi di altro.

In altre parole, rimosso il passato dimenticandolo come inutile, e pensando al futuro come una cosa vana e troppo ignota da poterla anche solo sperare, l’unico spazio di manovra nel quale operare è

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La lentezza nascosta dell’ “alta” velocità
Inserito il 07 aprile 2010 alle 18:07:00 da sauro. IT - La Filosofia della decrescita





di Filippo Schillaci

Da alcuni anni viaggio regolarmente in treno fra Roma e Milano. E da quando è entrata in azione l’ “alta” velocità ne sono diventato mio malgrado un cliente coatto.
Mio malgrado? Coatto? Andiamo per gradi. Intanto eccomi qua ancora una volta, su uno scintillante Freccia Rossa che costeggia rapidissimo l’autostrada, sulla quale le automobili sembrano, dal mio sfrecciante e rosseggiante punto di vista, quasi ferme. Siamo partiti da Roma due ore fa e fra un’ora saremo a Milano. Quasi come prendere un autobus, mentre quei poveri automobilisti antidiluviani chissà per quanto ne avranno ancora. L’Italia è davvero più corta, come dice la pubblicità di Trenitalia S. p. A., un’azienda nuova, innovativa, che ha davvero rivoluzionato il modo di viaggiare in treno; nulla a che vedere con le vecchie, stantie FF. SS. di statale memoria.

Sì, è vero, abbiamo dovuto rinunciare a qualcosa. Ad esempio alla possibilità di portare in viaggio

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