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A Bologna in via Azzurra....
Inserito il 29 maggio 2009 alle 01:38:00 da sauro. IT - Decrescita domestica

Notizie dal Territorio

created by Armando Boccone



Pietro e Virginie gestiscono un negozio di frutta e verdura a Bologna in Via Azzurra. Pietro è di origini calabresi mentre Virginie è di origini francesi. Qualche tempo fa si è liberato il locale a fianco del loro negozio; ne hanno acquisito subito la disponibilità e il 4 maggio hanno inaugurato la nuova apertura. Sapevo di questa inaugurazione perché il giorno prima, con la mia compagna, sono passato davanti ed ho visto Pietro indaffarato nel negozio e che metteva a posto le ultime cose. L’insegna del negozio è abbastanza chiara ma ho chiesto ugualmente informazioni. Pietro mi dice che

verrà distribuito, in modo sfuso, latte fresco crudo e acqua dell’acquedotto preventivamente purificata. Mi dice pure che in questo modo si risparmierà moltissima plastica, moltissimo carburante che sarebbe stato necessario per la distribuzione tradizionale di quei prodotti e infine che si conseguirà un notevole risparmio economico per la clientela.
Il pomeriggio della giornata dell’inaugurazione decido di fare un “servizio” su questo avvenimento e mi reco al negozio.

Pietro, appena ha un po’ di tempo fra le informazioni che dà ai clienti, mi parla subito della distribuzione del latte. Dice che il latte viene fornito da un'azienda agricola-zootecnica di Lovoleto (località distante pochi km da Bologna). In questa azienda le mucche sono munte due volte al giorno: alle cinque di mattina e alle sette di sera. Appena dopo la prima mungitura (e appena il tempo che si raffreddi) il latte viene portato al distributore. Avverrà così ogni mattina. L’eventuale latte avanzato sarà ritirato dall’azienda e utilizzato per fare formaggi (è pur sempre latte munto il giorno prima e tenuto nelle condizioni ottimali di temperatura). Nel caso in cui durante la giornata finisse il latte della fornitura della mattina, l’azienda provvede con una seconda fornitura nella stessa giornata.
Mi ha stupito il modo in cui è organizzato questo servizio che è, senza esagerare, avveneristico. Nel distributore c’è un dispositivo (Pietro mi parla di gps, di satellitare, ma non sono molto pratico di queste cose) che comunica al cellulare dei titolari cinque parametri relativi al latte: tre riguardano i diversi livelli di scorta del prodotto, il quarto riguarda una eventuale situazione di black out e l’ultimo la situazione della temperatura. Gli stessi titolari possono venire a conoscenza di questi parametri interrogando questo dispositivo dai loro cellulari. Mi dicono inoltre che in caso di black out e di temperatura non idonea alla conservazione del latte viene automaticamente interrotta la sua erogazione.

Vicino al distributore del latte c’è un distributore di bottiglie vuote da 1 litro. Quelle di plastica sono vendute al prezzo di € 0,20 mentre quelle di vetro a € 0,50 l’una. Ovviamente è possibile riutilizzare molte volte queste bottiglie come pure è possibile che i clienti portino bottiglie proprie (seguendo l’accorgimento di usare bottiglie con l’imboccatura larga). Il prezzo di vendita è di 1 € al litro ma è possibile anche acquistarne ½ litro.
Per vedere se il prezzo sia conveniente (visto che non bevo latte) il giorno dopo chiedo ad una collega di ufficio, madre di tre bambine, il prezzo di vendita di un litro di latte praticato dai piccoli supermercati diffusi nella città. Mi dice che il prezzo di 1 litro di latte è di € 1,40-1,50 per cui il prezzo praticato da quell’esercizio è notevolmente conveniente.
Pietro mi dice che è in trattative con i titolari della stessa azienda per l’installazione di un distributore di formaggi freschi (come stracchino, squacquerone, ecc.), yogurt e latticini vari.

Quella della vendita sfusa del latte è una modalità di distribuzione che è esistita (se ricordo bene) fino agli anni sessanta. In seguito a norme di legge ciò dovette essere abbandonato e il latte, pastorizzato o sterilizzato, a breve o a lunga conservazione, cominciò ad essere venduto in strani contenitori chiamati tetrapak, fatti di cartone con una pellicola di plastica all’interno.

In seguito, Pietro mi fornisce altr informazioni relative alla distribuzione dell’acqua.
L'acqua dell’acquedotto è purificata con un processo di microfiltrazione. Viene fornita secondo quattro modalità: naturale a temperatura ambiente, naturale refrigerata, gasata refrigerata e leggermente gasata refrigerata. Le bottiglie di plastica con l’etichetta dell’azienda fornitrice (è una azienda di Ravenna) sono fornite ai clienti dal locale. Ne prendo una e la sottopongo ad una piccola sollecitazione con le dita e mi pare che sia un po’ più robusta delle comuni bottiglie di plastica. Pietro dice che si possono riutilizzare per un anno e dà indicazioni su come “igienizzarle” periodicamente sciacquandole con acqua e un pizzico di bicarbonato. Per questi primi giorni le bottiglie sono date in regalo mentre in seguito si pensa di farle pagare. E’ opportuno utilizzare solamente queste bottiglie per prendere l’acqua perché hanno la forma adatta per essere appoggiate sul supporto del distributore su cui devono essere posizionate per procedere correttamente al loro riempimento. L’acqua viene venduta a 7 centesimi al litro ma questo è un prezzo promozionale perché, a regime, il prezzo sarà compreso fra i 10 e i 15 centesimi. Sono previste delle cards a scalare fornite dall’azienda fornitrice per evitare che i clienti paghino volta per volta la fornitura.

Termino il “servizio” chiedendo a Pietro delle prospettive future sulla distribuzione sfusa di altri prodotti. Mi parla della possibilità di distribuire i detersivi e il vino.
Mentre per i detersivi la distribuzione sfusa sarebbe una cosa abbastanza nuova, per il vino non è mai stata persa la pratica della sua vendita sfusa con i recipienti forniti dal cliente; con il risparmio ottenuto dalla vendita sfusa sarà possibile vendere vino di una certa qualità a prezzo accettabile.


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