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La domanda, la risposta e...la replica
Inserito il 08 gennaio 2012 alle 11:17:00 da sauro. IT - Giardini Catalani

LA DOMANDA



IL PRATO CATALANI


Di seguito alcune riflessioni sulla ristrutturazione dei Giardini Catalani, ad un mese dalla inaugurazione, una prima valutazione sull’argomento che è nostra intenzione approfondire dopo estate.

Le promesse mancate – Nell’incontro formale con gli assessori Memè e Campanile, ed in altri informali, ci era stato assicurato che nessun pino sarebbe stato abbattuto, salvo alcuni malati o pericolanti, al massimo cinque o sei. Invece di alberi ne sono stati abbattuti più di venti (su un totale di circa 50), quasi un dimezzamento. Anche l’assicurazione che saremmo stati informati degli sviluppi del progetto è restata lettera morta.
E’ più che comprensibile che al proposito qualcuno si senta preso in giro.

Oltre alla decimazione dei pini, si è proceduto anche ad una eccessiva riduzione dell’area a verde, a favore di un mega – marciapiedi e dell’allargamento del Viale Leopardi. Un ampliamento che ci sembra eccessivo per una arteria che, una volta entrata a pieno regime la nuova complanare, è destinata a diventare una strada urbana.

E’ realisticamente difficile comprendere la tanta enfasi con cui viene presentata l’opera.
Gli aggettivi mirabolanti da parte di sindaco ed assessori non sono stati certo risparmiati, dal paragone con il Central Park di New York, fino alla intenzione del sindaco di invitare il ministro (quale?) per mostrarne la magnificenza dell’operato.
Ma a guardare bene è solo un prato, un semplice ed anche banale prato alberato!
Per di più di dimensioni molto modeste, circa 3.000 mq. - Meno della metà di un campo di calcio, le cui dimensioni medie vanno da un minimo di 7.500 mq ad un massimo di 10.000 mq.
Un piccolo spicchio di campo da golf, un prato “all’inglese” come ogni villa che vuol essere di prestigio ha, magari a fianco dell’immancabile piscina di plastica.
E non è neanche una novità per Senigallia, il Parco della Pace è lì da qualche decennio, di dimensioni ben più ampie, ed il cui prato alberato è abbondantemente utilizzato.

E’ improprio definirlo un giardino. Basta leggere la definizione di giardino che fanno specialisti o semplici enciclopedie per rendersene conto.
Generalmente tale definizione può essere sintetizzata come “uno spazio di terreno coltivato a fiori e piante ornamentali”; se trattasi di giardino pubblico andrebbero aggiunti altri elementi quali vialetti e panchine per il passeggio e la sosta del pubblico, fontane.

Molti dubbi sorgono in merito alle effettive possibilità di utilizzo dell’area.
Le panchine sono poche, rivolte verso la strada e ai margini dell’area verde, quindi non sempre all’ombra. Nelle ore di punta sono sempre tutte occupate: che tocchi prendere il numero come alle poste?
La possibilità di utilizzare un telo o altro al fine di sdraiarsi sul prato per prendere il sole (e fare pic-nic?), tanto sbandierata dai nostri amministratori, può essere una opportunità anche interessante, ma molto riduttiva. Limitata in primis ai giovani e giovanissimi; perché non vediamo certo gli anziani del centro storico e le badanti, magari con i loro assistiti, stendersi sul prato. E se anche così fosse, sarebbe limitato a soli due (massimo tre) mesi l’anno, per ovvie ragioni climatiche ed atmosferiche.
Gli altri 10 mesi, quando il terreno sarà umido e a volte fangoso, l’erba bagnata, come lo si utilizzerà? Tra l’altro l’erba umida o bagnata è anche molto scivolosa….
Allora la mancanza di percorsi e camminamenti si farà concretamente sentire.
Non si può pensare sempre e solo ad una città che vive tre mesi l’anno.

La potatura dei pini superstiti, alquanto drastica e a “scopetto”, è stata giustificata con la necessità di far penetrare la luce nel sottobosco e permettere così la crescita del prato. Vorremmo ricordare che la mancanza di vegetazione nel sottobosco di aghifoglie è dovuta, più che alla mancanza di luce, alla elevata acidità del terreno, derivata dai lunghi tempi di decomposizione del materiale organico. Infatti, la resina impedisce la rapida decomposizione degli aghi dei pini e delle altre conifere, ed è causa dell'acidificazione del suolo.


In sintesi: ieri avevamo un giardino (anche se maltenuto ed in abbandono), oggi un prato, e domani?


Per GRUPPO SOCIETA’ E AMBIENTE
Il COMITATO DIRETTIVO

LA RISPOSTA

Al Presidente del Gruppo Società e Ambiente
Giorgio Sagrati
Viale Bonopera, 55
60019 Senigallia



Oggetto: Lavori di riqualificazione dei Giardini Catalani.
Gentile Presidente
i Giardini Catalani, dopo aver atteso anni per la sistemazione, sono oggi un'area verde e alberato, con un percorso pedonale esterno, con panchine, fontanelle di acqua potabile,
illumiliazione. Un intervento che dopo decenni di oblio ha riportato alla completa lettura del pubblico un tratto delle mura urbane della città, ecc.. Un giardino come prima anche se diverso da come era organizzato e realizzato in precedenza.
Credo che questo possa essere motivo di soddisfazione per qualunque cittadino che oggi può frequentare, come, infatti, avviene, uno spazio pulito, sistemato, accogliente, molto più verde di quanto non fosse in precedenza.
Debbo dirLe che sono convinto si sia trattato del miglio intervento possibile in considerazione delle risorse disponibili. Non nascondo che il progetto iniziale era diverso, ma è pur vero che la sua realizzazione prevedeva una spesa di circa tre volte superiore e Lei comprenderà bene come sìa stata già una grande fortuna aver potuto beneficiare di un contributo statale di quattrocento mila euro, di gran lunga inferiore alla spesa prevista, ma comunque sufficiente a consentire il recupero funzionale, ambientale e urbano del sito.
Prima dei lavori l'area si presentava in grave stato di degrado e le strutture realizzate degradate, obsolete e irrecuperabili. Di qui la decisone di rimuovere gli arredi e i percorsi in cemento, cosi come la vasca - fontana e pure le essenze arboree malate sostituite con altre nuove e sane. Si realizza un nuovo giardino rispondente alle necessità e in grado di soddisfare le esigenze della comunità locale. Un giardino che ora si presenta con 3.100 metri quadrati di verde a fronte dei 1.350 riservati al percorso pedonale realizzato in basoli di pietra arenaria e mattoni metri. Prima dell'intervento le aree verdi erano limitate a 1.730 metri quadrati, contro i 2.720 cementati e in ghiaia.
Dunque l'Amministrazione, con le risorse disponibili, si è fatta carico di rimuovere il vecchio e inutilizzabile materiale e di sostituirlo con dell’altro nuovo, più adeguato al sito e al suo contesto urbano e che oggi è tornato ad essere frequentato dopo un lungo periodo di abbandono dovuto al ricordato degrado.
Sono dell'avviso che si tratti, nell'insieme e nel contesto della situazione sopra descritta e in quella ben nota a tutti delle difficoltà finanziarie dei Comuni, di un intervento apprezzabile e apprezzato, un intervento che non pregiudica possibilità di sistemazioni diverse per il futuro.
Infatti, come avvenuto, si è provveduto a collocare nuove panchine e ad arretrare la fontanella che si affaccia su Piazza Saffi per consentire un miglior recupero dell'acqua che non viene usata.
Due prime novità che hanno anticipato alcune delle richieste contenute nella petizione e ribadisco che quello fatto era quanto di meglio si potesse fare con le disponibilità effettive e comunque non certo del progetto generale, diverso, ma il cui costo era di gran lunga superiore e non sostenibile.
Cordialmente.


LA REPLICA

Al Signor Sindaco
del Comune di Senigallia
Sede Municipale








Senigallia. 2 gennaio 2012


Oggetto: Giardini Catalani

Ci rendiamo ben conto che quanto realizzato per i giardini in oggetto è solo una parte del progetto iniziale. Progetto che, tra l’altro, non ci convinceva affatto, almeno nella sua prima stesura che ci è stato possibile consultare.
Come ci rendiamo altresì conto che è stato superato l’aspetto di degrado ed abbandono in cui i Giardini Catalani versavano da molti anni. Anche se sarebbe quasi ovvio constatare che se i giardini pubblici sono caduti in uno stato di così prolungato degrado, è anche perché nessuno se ne è preoccupato più di tanto o è intervenuto in questo lungo lasso di tempo.

Più che al passato ci interessa però guardare al presente ed al futuro.

Le centinaia di cittadini che si sono pronunciati sottoscrivendo le cartoline della nostra petizione hanno espresso le loro considerazioni proprio sullo stato attuale e sulle possibili funzioni dell’area verde in questione. Uno spazio magari piacevole a vedersi, ma difficile, quasi impossibile, da vivere ed utilizzare, quasi un corpo estraneo da “guardare e non toccare”. Da questo il desiderio e la necessità di riappropriarsi del “loro” giardino.
Per poter raggiunger questo obiettivo propongono dei semplici correttivi, non impegnativi sul piano tecnico – progettuale e dal costo economico modesto.
Chiedono in particolare più panchine ed in ombra, perché le attuali, comprese le ultime aggiunte, nella bella stagione sono sotto il sole cocente per gran parte della giornata. Chiedono anche di poter accedere all’interno dello spazio verde (e quindi all’ombra) anche se non si è ragazzi in jeans e scarpe da ginnastica; perché senza camminamenti o vialetti di accesso lo spazio verde è fruibile, anche per questi, solo quattro/cinque mesi l’anno, ma resta generalmente precluso a chi non vuole correre il rischio di affossarsi nel terreno con le ruote di una carrozzina o carrozzella o magari con i tacchi alti, o in certi periodi, di non scivolare sull’erba bagnata.

Come non dispiacerebbe un aspetto più piacevole e colorato, con l’inserimento di macchie floreali, con soluzioni, tecnicamente possibili, che non influirebbero sulla visibilità delle mura storiche e non costituirebbero aggravio rilevante dell’opera di manutenzione.

A queste semplici e realistiche richieste formulate da centinaia di cittadini, crediamo che l’Amministrazione Comunale debba dare una chiara ed univoca risposta.

Distinti saluti.

Per il Comitato Direttivo
il Presidente

L'ULTIMA RISPOSTA

Al Presidente del Gruppo Società e Ambiente
Giorgio Sagrati
Viale Bonopera, 55
60019 Senigallia
Oggetto: Lavori di riqualificazione dei Giardini Catalani.
Gentile Presidente,
ho avuto modo di illustrarle dettagliatamente la questione. Lo stato di lento abbandono che l'area nel tempo ha vissuto; il progetto generale predisposto dall'Amministrazione, quello che si è potuto realizzare con le risorse individuate al di fuori dei fondi propri che hanno consentito di eseguire il lavoro portato a termine e senza i quali nemmeno questo saremmo riusciti a portare a compimento.
Detto questo, mi permetto di sottoporre alla riflessione Sua e dei soci del Gruppo Società e Ambiente il fatto che i tagli dei trasferimenti delle risorse statali da un lato e i vincoli stringenti del patto di stabilità dall'altro e i cui effetti e ricadute sono stati ampiamente e dettagliatamente illustrati sull'ultimo numero del periodico comunale impongono sacrifici enormi al Comune e impediscono la quasi totalità di investimenti in opere pubbliche.
In questo contesto, pur rispettando le richieste avanzate è mio compito comunicarla che non è previsto nei programmi del Comune alcun tipo di intervento nei giardini Catalani se non per quello che riguarda la semina del prato per rafforzare il manto erboso.
Cordialmente.

Maurizio Mangialardi


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