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Inserito il 22 giugno 2015 alle 16:36:00 da sauro. IT - Comunicati stampa


La costa adriatica sotto attacco airgun!
Pubblicato da Redazione di TzeTze:

Un diktat di Matteo Renzi nella legge sugli ecoreati ha tolto il divieto di utilizzo di "airgun", una pratica che ha effetti devastanti sull'ecosistema marino. Questa tecnica consiste nel "bombardare" i mari con

aria compressa per individuare giacimenti petroliferi: possono causare lesioni ai pesci, perdita dell'udito, e causano danni ingenti ai pescatori diminuendo i tassi di cattura. Leggiamo sul Blog di Beppe Grillo:

Sono ben 4 le autorizzazioni del Ministero dell'Ambiente con esito favorevole alla Valutazione di Impatto Ambientale rilasciate in appena 5 giorni per la ricerca di idrocarburi lungo la costa adriatica pugliese.

La prima è stata concessa il 3 giugno 2015 per due zone del Mare Adriatico centrale e meridionale, con un'estensione rispettivamente di 14.128 Km2 e 16.169 Km2, separate dalle isole Tremiti. Queste permessi di prospezione sono dati alla Spectrum Geo Limited. Il «permesso di prospezione» è un titolo non esclusivo che consente attività consistenti in rilievi geografici, geologici, geochimici e geofisici eseguiti con qualunque metodo e mezzo, escluse le perforazioni meccaniche di ogni specie, intese ad accertare la natura del sottosuolo e del sottofondo marino e viene effettuato con una campagna di prospezione geofisica con il metodo della sismica a riflessione con la tecnica dell'airgun. L'area di intervento di questo progetto è sovrapponibile anche con i restanti 3 progetti di ricerca. La seconda, terza e quarta autorizzazione, con esito favorevole del Ministero dell'Ambiente di prospezione geofisica, sono state rilasciate alla Northern Petroleum Ltd di Londra, l'8 giugno 2015. La seconda concessione consentirà l'esecuzione di una indagine dei fondali marini su un'area con una estensione complessiva pari a circa 860 kmq, suddivisa in due zone operative a largo delle coste tra Brindisi e Monopoli. La terza autorizza la prospezione in mare a nord-est di Monopoli e Fasano, su una superficie di 711,6 kmq, mentre la quarta autorizzazione permetterà di verificare la presenza di idrocarburi nell'area in mare ubicata tra Brindisi e Bari, su una superficie di 733,5 kmq. Tutti i permessi sono stati rilasciati affinché si realizzino con la tecnica dell'airgun.

Tale tecnica ha un'enorme impronta ambientale: consiste in spari fortissimi e continui, ogni cinque o dieci minuti, di aria compressa che mandano onde riflesse da cui estrarre dati sulla composizione del sottosuolo. Questi spari sono dannosi al pescato, perché possono causare lesioni ai pesci, e soprattutto la perdita dell'udito. Le prospezioni sismiche sono note per far allontanare specie ittiche d'importanza commerciale, con gli effetti - in alcune attività di pesca - di diminuire in modo drammatico i tassi di cattura. Per le balene e i cetacei in generale, per esempio, è stato dimostrato che queste prospezioni hanno effetti distruttivi rispetto ad attività essenziali come l'alimentazione e la riproduzione. Inoltre, le prospezioni potrebbero aumentare i rischi di separare i cuccioli dalle madri, con effetti letali sui piccoli, e col tempo causare uno stress comportamentale e psicologico cronico. Il Dipartimento dell'Interno Americano (ID) ha stimato che le prospezioni sismiche avrebbero effetti distruttivi sui comportamenti vitali di mammiferi marini con oltre 13 milioni di "effetti" nei primi sei-sette anni, e ci sono buone ragioni per considerare questo numero una sottostima significativa. Il MoVimento 5 Stelle chiede insistentemente alla Regione Puglia che aveva espresso parere negativo in fase di VIA, e alle amministrazioni contrarie, un gesto di concretezza e di ricorrere al TAR contro l'autorizzazione del Ministero.

"Il Governo Renzi" - commentano tutti i portavoce pugliesi, parlamentari, senatori, del parlamento europeo i neo consiglieri regionali del M5S - "continua nella sua miope corsa agli idrocarburi, dimostrando per l'ennesima volta quanto obsoleto ed inadeguato sia il modello di sviluppo che si sta perseguendo. Mentre il resto del mondo imposta e pianifica programmi orientati verso le fonti di energia rinnovabili, Renzi rimane aggrappato alle fonti di energia fossile dimostrando l'asservimento del suo governo alle lobby dei petrolieri in continuità con i precedenti di Berlusconi e Monti. Inoltre, le dannose attività di prospezione, ma anche quelle di ricerca e coltivazione di idrocarburi, possono colpire attività economicamente produttive come la pesca che meriterebbe un'attenzione indubbiamente diversa da parte del Governo Italiano. L'enorme porzione di mare soggetta al permesso di prospezione, parte dall'Emilia Romagna e arriva fino al capo di Leuca in Puglia, rappresenta uno schiaffo alle reali vocazioni per l'economia italiana come il turismo e la pesca."

"Fanno credere che l'Italia sia l'Arabia Saudita, cioè che si possa disporre di ingenti quantità di idrocarburi pur sapendo che non è così. Questi politici mentono per difendere gli interessi delle multinazionali, rovinando le ambizioni di un economia sostenibile del Paese. In Italia, la presenza di idrocarburi in terra e in mare è stimata talmente bassa da permetterle di essere autosufficiente per poco più di 2 anni. Anche la qualità dei combustibili è scarsa, tuttavia il Governo continua a rilasciare permessi che portano disagi e problemi alla popolazione e profitti a colossi privati che spesso non pagano le tasse neanche in Italia. Gli atti irresponsabili del Governo Renzi stanno ponendo l'Italia alla svendita totale dello straordinario patrimonio paesaggistico con rischi elevatissimi di disastri ambientali."

Bisogna anche evidenziare che per quanto dannosa, la tecnica dell'airgun non è il problema minore: qualora fosse riscontrata la presenza di idrocarburi, probabilmente si passerà alla trivellazione dei fondali marini. E questo succede perché le multinazionali petrolifere godono in Italia del regime fiscale più agevolati al mondo! Un autentico regalo a chi fa profitto sulla pelle del paesaggio e delle alternative economiche per gli italiani, con un finto beneficio, irrisorio ed effimero, per i contribuenti.



"Ci opporremo con tutte le forze" - insistono tutti i portavoce pugliesi del M5S - "a queste autorizzazioni scellerate: per questa ragione il MoVimento 5 Stelle chiede alla Regione Puglia e a tutte le amministrazioni interessate, di ricorrere immediatamente al Tribunale Amministrativo entro il termine di 60 giorni fissato dalla legge. Michele Emiliano la smetta di pensare alle poltrone della sua Giunta regionale e incominci a lavorare seriamente per i cittadini pugliesi, impugnando questi provvedimenti del Ministero dell'Ambiente. Già in passato, alcuni provvedimenti impugnati dalle amministrazioni locali relativamente alla ricerca di idrocarburi nel mare adriatico pugliese, sono stati fortunatamente annullati. Non c'è tempo da perdere, bisogna agire e farlo il prima possibile. Il M5S chiama alla mobilitazione e alla battaglia congiunta tutte le forze della cittadinanza che si oppongono a tale scempio."


http://www.tzetze.it/redazione/2015/06/la_costa_adriatica_sotto_attacco_airgun/


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