AL PRESIDENTE
DELLA PROVINCIA DI ANCONA
Sig. ENZO GIANCARLI
ALL’ASSESSORE ALLA CACCIA E PESCA
Sig. STEFANO GATTO
AL SINDACO DI SENIGALLIA
Sig.ra LUANA ANGELONI
e p.c. AGLI ORGANI DI
INFORMAZIONE LOCALE
LORO SEDI
Senigallia
22/11/2004
OGGETTO: istituzione Oasi Faunistica ex Cave
di San Gaudenzio
Finalmente il Piano Faunistico Venatorio 2004-09 della Provincia
di Ancona, ha approvato l’istituzione della piccola Oasi
Faunistica della ex cava di marna di S. Gaudenzio. Come Associazioni
proponenti, accogliamo con molta soddisfazione questa piccola
ma importante area protetta, valorizzando un’area che associa
alla peculiarità naturalistica quella storica-sociale.
L’area della cava di S. Gaudenzio costituisce, nel contesto
della collina marchigiana prospiciente al mare, un unicum; infatti,
all’elevata xericità, evidenziabile anche da una
analisi sommaria della vegetazione, si associano piccole ma significative
zone umide alimentate, in parte, dalla raccolta di acqua da ruscellamento
e, in parte, da piccole risorgive.
La prospicenza al mare, la vicinanza al fiume Misa, la collocazione
appartata rispetto alle aree limitrofe più o meno urbanizzate
e le caratteristiche ambientali, fanno sì che molte specie,
soprattutto di uccelli, trovino nell’area una zona di sosta
durante le migrazioni e di nidificazione.
Ora che la Provincia ha accolto la nostra proposta, andranno potenziati
quei lavori di ricerca faunistica che già alcuni giovani
naturalisti stanno effettuando. Sono in corso, infatti, ricerche
per definire in modo più puntuale le specie di mammiferi,
in particolare di micromammiferi che frequentano l’area,
le presenze ornitiche e sono in fase di preparazione indagini
su altri taxa zoologici, sulla vegetazione e sulla flora.
Molto interessante, dal punto di vista scientifico e conservazionistico,
appare l’analisi delle popolazioni di pipistrelli, che sembrano
trovare nell’antica struttura industriale un’area
di svernamento.
L’oasi di San Gaudenzio, inoltre, grazie alla sua collocazione
geografica, potrà rappresentare un sito importante per
una struttura stabile di cattura e inanellamento a scopo scientifico
di uccelli, che potrebbe fornire utili indicazioni sulle rotte
migratorie lungo la direttrice della costa adriatica.
La vicinanza alla città potrà costituire, nel rispetto
delle motivazioni che hanno indotto l’istituzione dell’oasi
di protezione della fauna, un luogo di straordinario interesse
anche per attività didattiche di ecologia all’aperto
ai più diversi livelli, da quello di base fino ai livelli
superiori più approfonditi.
In merito alla gestione, questa dovrà basarsi essenzialmente
su una conoscenza puntuale delle emergenze geomorfologiche, faunistiche
e vegetazionali, conoscenze che solo ora si stanno delineando
in maniera, se non esaustiva, certamente più puntuale,
individuando al suo interno le zone che presentano una maggiore
vulnerabilità rispetto ad altre più liberamente
fruibili.
Immediatamente appare come indispensabile interrompere l’interramento
naturale delle piccole zone umide, ricanalizzando i piccoli fossi
di alimentazione e, se del caso, nei periodi di minore impatto
faunistico rimuovendo parzialmente la vegetazione palustre che
inevitabilmente tende a chiudere i piccoli specchi d’acqua.
Un altro intervento certamente indispensabile, soprattutto se
si pensa ad una fruizione didattica dell’area, sarà
quello di mettere in sicurezza alcuni punti rimuovendo i detriti
e i materiali che offrissero un certo grado di pericolo.
Evidentemente, essendo l’area privata, dovranno essere ricercate,
insieme alla proprietà, livelli di accordo che, da un lato,
ne salvaguardino i legittimi diritti privati e, dall’altro,
lo spirito conservazionistico che hanno indotto all’istituzione
dell’oasi di protezione.
Federazione
Pro Natura Marche Il Coordinatore Regionale Prof. Mauro Furlani
Gruppo
Società e Ambiente La Presidente Luisa Del Grande